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21/07/2008

Dopo innumerevoli esperienze dettate dalla mia passione ed irrequietezza musicale, erano anni che giravo intorno al magnifico atelier dello squisito signor Pellas.
Ne ho ammirato per anni lo spirito creativo, l’abilità tecnica ed il gusto estetico. Ne ho ascoltato dapprima le Hedlund, poi le Giotto e le Mozart. Tutte mi hanno lasciato un’impressione indelebile. Ma non mi decidevo. Temevo una presunta aggressività dei Lowther, nonostante mi attirassero molto. Un paio di Mauhorn con un PM6A, trovate sul mercato dell’usato ad un costo davvero moderato, mi hanno permesso di farmi le ossa. E, meraviglia delle meraviglie, l’esperimento è pienamente riuscito. Il Lowther ha convinto anche a casa mia. A questo punto la strada era spianata. Ho ordinato le Giotto ed ora sono a casa mia. Magnifiche è dire poco. Un capolavoro di design, estetica ed ebanisteria. Oltretutto finite come le volevo io. Già durante il rodaggio il suono supera nettamente tutto quello che finora ho posseduto per realismo, musicalità, ariosità, dettaglio, ricchezza di armonici, immagine etc…..e credo di essere veramente esigente. Nessuna traccia di aggressività, né di fatica d’ascolto. Addirittura una incisione che ritenevo fin qui inascoltabile, ha manifestato in positivo tutte le sue potenzialità, a rafforzare una mia teoria che attribuisce l’insoddisfazione all’ascolto più alle deficienze degli impianti che alle incisioni. Complimenti al signor Pellas che non ho remore a considerare un maestro nella sua arte, tra i grandi in assoluto del settore, del passato, presente e…… futuro. Con calma sperimenterò anche le sue elettroniche e non mi sorprenderei se anche queste manifestassero superiorità, oltre ad essere bellissime.

Matthias Kissing
www.aimee.it

Ps: Un doveroso riconoscimento al signor Voigt, inventore di questa meraviglia che è il Lowther.

 


Salve,
mi faceva piacere poterle comunicare le mie impressioni del suo cavo IK100st insieme al Pollicino III.
Le chiedo scusa se userò termini impropri per definire le miei impressioni, ma spero di farmi capire...
Per cominciare le indico la mia catena di ascolto:

- cdp LINN MIMIK II
- ampli POLLICINO III
- casse TANNOY 613 (serie Sixes)
- potenza SHINPY PULSAR 3
- segnale SHINPY PULSAR 3, LINN BLACK
- alimentazione CABLERIE D'EUPEN (mod. Loira, assemblati da me)

Dalle prime ore di utilizzo il cavo si è spogliato piano piano di alcune asprezze nella gamma medio-alta, con un aumento di corpo e equilibrio.
La prima impressione assoluta che ho avuto appena inserito, ma che stà continuando, è la "trasparenza".
Una trasparenza genuina che mi capita di sentire per la prima volta sul mio impianto;
non sembra dopata, non sembra la classica proposta di raffinatezza e apertura sfruttando lo spettro delle alte frequenze... è decisamente "reale".
La dinamica è davvero notevole, secondo me su questo parametro schiaccia cavi (non faccio nomi) dal costo decisamente più alto senza pensarci due volte.
Sale e scende senza nessun problema, controllato e deciso su tutto lo spettro; non sento scalini, non avverto compressioni o vizi particolari.
E' veloce, ritmico, pulito e silenzioso e mi ripeto... dinamico.
Se lo dovessi definire con un ambito musicale lo definirei "live", se lo dovessi paragonare a un genere musicale direi "rock".
Sento molta affinità sonica con il Pollicino, sembrano avere lo stesso carattere... probabilmente questo cavo è il suo partner ideale:
lo fa esprimere in abbinamento al Mimik su tutta la gamma, ha reso la riproduzione più fluida rispetto ai miei cavi di riferimento, e non fa distinzione fra un lento e caldo jazz, uno sporco rock anni '60/70, piuttosto che musica elettronica. Ha aquistato, fra l'altro, una discesa e un controllo del basso incredibile.
I piani musicali ci sono tutti, anche se forse il cavo non è un campione di profondità ma scandisce tutti i passaggi, non sovrappone gli strumenti e le loro linee, legge e scandisce molte informazioni del supporto audio.
Questa accoppiata dimostra una trasparenza e una dinamica che fa passare moltissimo, che porta dal Mimik alle Tannoy un messaggio musicale completo e ricco di dettagli.
Lo scotto, nella mia configurazione, è una forte selettività dell'incisione che c'è nei supporti cd... alcuni sono quasi inascoltabili.
In questo berve giudizio ho sempre tenuto in considerazione che 1,5W del Pollicino con le miei Tannoy, non permettono una performance completa, e quindi va anche letto in questa ottica.
La volevo ringraziare per la qualità del suo lavoro.
Il Pollicino mi ha aperto un mondo di ascolto che ancora non avevo provato; ha un'equilibrio eccezzionale, è divertente, ha un senso ritmico e una prontezza che da un valvolare di questo tipo mai mi sarei sognato di sentire... non perde un colpo e non lo metti mai in crisi.
L'IK100st è un cavo davvero completo, non cerca di fregarti con falsa raffinatezza, con falsi rigonfiamenti ad hoc.
Non posso che complimentarmi con lei, perchè se questa è la sua capacità con i sui modelli "base" non so cosa possano fare le sue "creature" di riferimento
.A presto
Luca ............


Per ragioni professionali faccio largo uso del computer. Da qualche tempo utilizzo un iMac, sapete quelli che si "nascondono" dietro lo schermo, una macchina gestita da un sistema operativo dalle caratteristiche umane, intuitiva e immediata che stupisce per come risolve le situazioni anche più complesse, una macchina che sta al resto del mondo pc come le valvole stanno ai semiconduttori a stato solido. Vi chiederete dov'è il nesso con la Ikarus Audio del Sig. Pellas, ve lo spiego subito: un iMac, un Pollicino e una coppia di Mini Box. Risultato? Più lavoro più ascolto musica, più ascolto musica e più lavoro. Da non diffondere tra i datori di lavoro! Meditate gente! Meditate!
Tonino R. (verona)


BRIVIDI D' ESTATE

Quanto segue è il resoconto di una giornata passata ad ascoltare musica,alla " IKARUS AUDIO ",con un nuovo integrato progettato e costruito da Gianfranco Pellas. Monta valvole finali "810",triodi a riscaldamento diretto,per una potenza di circa 35W,in classe A pura.Ci siamo andati io e un mio amico, dopo che Gianfranco ci aveva chiamato telefonicamente:-L'ho finito, venite ad ascoltarlo!Come potevamo resistere?
26/8/2005 Dopo aver chiacchierato per un pò del più e del meno,nella sala d'ascolto,l'integrato era lì,con le 810 accese(spettacolari), assomigliano molto alle 211.Però a differenza del trittico V.A.M.211 ascoltato più volte,l'integrato,non da quella sensazione di sfida nei confronti di chi si prepara ad ascoltarlo.Impresso bene in mente tutti i parametri che il V.A.M.211 trasmette:timbrica, scena,musicalità,neutralità,direi davvero notevoli! Purtroppo come sempre accade,il Riferimento,è valido,fino a quando non senti qualcosa che va meglio !MEGLIO DEL V.A.M.211?
Era difficile da credere,ma questo era il caso dell'integrato 810.
Ci mettiamo seduti,e appena messo un CD che conosciamo molto bene ........dopo circa qualche minuto,stupiti e con le facce da pirla io ed il mio amico guardiamo Gianfranco,che con un sorriso tipo"....Ve l'avevo detto io",non parla alza le spalle. Dopo ore passate ad ascoltare diversi CD di tutti i generi possiamo dirlo,tutti i parametri d'ascolto messi in evidenza col V.A.M.211,con l'810 sono stati superati, ci si trova talmente presi e coinvolti che non si fanno neppure commenti, si ascolta e basta!
Facciamo un esempio molto semplice per far capire
quello che abbiamo sentito: avete presente quando si va ad ascoltare un concerto dal vivo?,Si viene coinvolti nell'evento musicale,non si fanno commenti sulla scena oppure sulla timbrica.
L'integrato è capace di creare la realtà di fronte a voi, in tutte le situazioni, si sente spesso dire che l'impianto deve dare emozione,ma in questo caso,ascoltare i CD vengono i brividi lungo la schiena.
Ci riteniamo veramente soddisfatti di aver ascoltato questo integrato "diverso" da tutto quello sentito fino ad ora. Sinceri complimenti a Gianfranco, che in questo caso più che mai, ha dato agli amanti della buona musica, " la Musica ".
Saluti da Claudio & Argeo a presto!

Trieste 13/9/2005

Nota: anche il" W.A.M. può essere realizzato con le 810.


Sono ormai più di tre anni che possiedo un "pollicino",piccolo amplificatore integrato da 1.5W in classe "A" della IKARUS AUDIO.Pochi possono solo immaginare cosa può fare, musicalmente parlando,questo piccolissimo integrato con valvole finali "ECL82". Con diffusori dalla sensibilità medio/alta,ascoltare musica,è pura delizia,devo dire che utilizzo il pollicino come secondo impianto,in una stanza piccola,con una coppia di minibox (piccoli diffusori sempre della IkARUS AUDIO).L'impianto così composto,è da ascolto serale.Ad un volume medio/basso con un bel sintonizzatore analogico l'ascolto ripaga in modo assolutamente positivo,timbricamente caldo,trasparente,musicale,il "pollicino"da la sensazione di trarre il massimo dalla sorgente,non affatica mai,e in nessun momento viene voglia di spegnerlo.Non delude mai,anzi,lo ascolti sia con il CD oppure con il giradischi rimane sempre un ascolto affascinante e meraviglioso nel suo piccolo. Fa piacere così riconoscere chi,appassionato di musica,e sopratutto del suo lavoro,crea amplificatori come il pollicino ediffusori come i minibox,in grado di dare grandi emozioni ogni volta che si ascoltano. Cordiali saluti a Gianfranco Pellas da

Miletti Argeo (Trieste)


25/2/2004
La mia più grande fortuna, musicalmente parlando,è stata quella di aver incontrato il sig. Gianfranco Pellas,titolare della IKARUS AUDIO.Partirò un pò da lontano per far capire meglio il mio cammino verso questo piccolo,ma efficientissimo laboratorio di HI.FI.Fino a pochi mesi fa ero felice possessore di un'amplificazione a stato solido a tre telai.Un giorno un mio amico mi diede l'opportunità di provare a casa mia un amplificatore a valvole di circa una decina di Watt a triodo.La cosa per me è stata talmente piacevole che mi sono promesso,prima o poi di averne uno.Non che prima di allora non avessi mai ascoltato un valvolare, ma ero convinto che i miei diffusori da 86 db mai e poi mai sarei riuscito a pilotarli decentemente con un amplificatore a valvole di questa tipologia (triodo a bassa potenza).Così iniziò il mio pellegrinare da negozio in negozio,telefonate,visite sui siti Internet e via dicendo.Alcuni negozianti si sono offerti, molto cortesemente devo dire,di venire direttamente a casa mia per provare le loro elettroniche,ma non c'era nulla da fare,non mi soddisfacevano, anche perché li confrontavo con quello che mi era stato dato in prestito, e questo suonava maledettamente bene.Ora non voglio dire che sul mercato non ci siano amplificatori ben suonanti, ma stò parlando di oggetti dal costo terrestre non stellare.Ed eccoci al mio incontro con Franco (lo chiamo così amichevolmente perché anche se lo conosco da pochissimo tempo è come lo conoscessi da sempre).Una persona che il suo lavoro lo fa oltre che con una grandissima competenza, anche con un'enorme passione.Secondo il mio modestissimo parere, certi risultati non si ottengono se non si è spinti dalla passione del proprio lavoro.Basta entrare nel suo laboratorio, sedersi, ascoltare le varie elettroniche e diffusori messi lì a disposizione, e ti accorgi di questo.Poi anche parlando con lui di un possibile progetto, ti rendi conto di questo suo entusiasmo nel voler realizzare nel miglior modo (amplificatori, nel mio caso) con la componentistica più adatta allo scopo:la qualità prima di tutto(condensatori,trasformatori,valvole ecc.).Il risultato finale, è stato che mi sono ritrovato a casa mia, con una copia di GIANO da 10 Watt in classe "A" messo a triodo:personalissimi, unici, nel senso che realizzati così, li posseggo solamente io.Ora, ogni volta che accendo l'impianto,e premo il play del lettore CD,è un' emozione incredibile,ogni disco che ascolto, sento cose masi sentite prima,tutto è al suo posto.La riproduzione è piacevolissima, dettagliata,non c'è alcuna cosa che dia il minimo accenno alla fatica di ascolto.Tutto è talmente godibile che non vado ad analizzare bassi,medi,alti,ascolto la musica e basta!Questo non significa che queste non siano corrette, ma tutto è talmente piacevole e quasi non ci faccio caso.Alcune volte, disco, dopo disco, mi sorprende la sera, e mi accorgo di vedere solamente il tenue bagliore delle valvole,ecco,in questi momenti al buio non mi riesce assolutamente di percepire dove siano posti i diffusori, "vedo" solo l'immagine sonora davanti a me e niente altro.Forse si potrà pensare che stia esagerando, ma per verificare questo, basta recarsi a Padova alla "IKARUS AUDIO". Grazie Franco, per le emozioni che riesco a provare ogni volta che ascolto le tue "creature"!

Claudio Tamaro (Trieste)



Carissimo Gianfranco,
sono dispiaciuto in questo istante perchè hai chiesto di esprimere un parere sui tuoi "prodotti".Capisco la tua moderazione ma io, fedele cliente e grande estimatore, come posso accettare che le tue Opere vengano definite "prodotti". Questo tuo "prodotto", frutto di tanta passione ed amore, non esperimento di freddi calcoli eseguiti in un rozzo elaboratore. In ogni nota che esce calda e leggera dal mio , tuo, piccolo Duetto si ode la volontà, la ricerca di un uomo nel realizzare quella che può essere definita solamente espressione di un sogno. Ti ringrazio, lo farò per ancora molto tempo, per essere riuscito a trasmettermi la tua positività, il tuo pensare, la tua volontà grazie alla tua Opera. Basta guardarla, basta ascoltarla -come in un quadro- per capire chi Sei e come Sei ed ancor di più quello che vuoi. Sembrerebbe strano, ma le tue Opere parlano di Te e , anche se sei lontano parecchie centinaia di chilometri dalla mia casa, mi fanno capire cosa significa fedeltà, o meglio, ascolto. Grazie a Te e tua moglie.

Con affetto, Giuseppe Motta (Catania )


Recensione "Corelli":
I finali di potenza "Corelli" che possiedo come prototipo si collocano nella fascia delle elettroniche d' alto livello; sono nati dalla sostanziale esigenza ( e non solo ) di pilotare delle casse acustiche che hanno una sensibilità piuttosto bassa, dunque difficilmente abbinabili ad altri oggetti di prezzo inferiore che montano un' unica valvola di potenza. Infatti si è cercato di conciliare caratteristiche di potenza appunto e prestazioni in genere ad un prezzo che doveva essere il più possibile contenuto. iIl risultato a mio avviso è stato davvero buono sia nell' estetica, che quasi plagia quella del " Paganini " per dimensione e posizionamento dei componenti, che nella costruzione dell' immagine sonora coinvolgente e tipicamente " calda"...

Dimitri (Padova
)

E' impossibile non sentire la differenza !!
Il suono di un impianto Ikarus Audio è pulito, con ampia dinamica. Ricostrisce perfettamente la scena sonora con trasparenza e un' ottima definizione dei medi. Sublime per la riproduzione di un quartetto jazz e di strumenti classici magari accostati alle voci ( come ad esmpio in brani di lirica od orchestra ) , è sicuramente sovradimensionato per la musica pop laddove la qualità dell' incisione può farla da padrone. Accanto alla nitidezza e brillantezza della riproduzione audio decisamente fuori dal comune, dal punto di vista estetico soddisfa le esigenze anche dei più meticolosi: semplice, poco ingonbrante, si adatta a qualunque arredamento e in qualunque disposizione i risultati sono sempre ottimi. Nel mio caso è inserito in una libreria, all' interno di un soggiorno di 40 mq, L' impianto è costituito da: - CD Rotel - Amplificatore - Duetto - Diffusori Mini Box Buon ascolto a tutti .

Gianluca Rossi rossi@progettando.it


Carissimo Gianfranco,
approfitto di questa pagina per esprimere la soddisfazione per lo straordinario sistema che in questi tre anni, trascorsi tra up grading, revisioni, ripensamenti ed interminabili sessioni d'ascolto sei riuscito a costruirmi. Sicuramente la mia pignoleria ti avrà oltremodo tediato però il risultato ottenuto grazie alla tua pazienza e soprattutto competenza penso possa considerarsi di livello assoluto. Stiamo parlando di: Meccanica cd philips pro 2 con stadio d'uscita by Ikarus single ended di DCC90. Preamplificatore "MONSTER 211" con le mitiche amperex alimentazione dual mono uscita a trasformatori. Amplificatore"PAGANINI" finali vt 225,l&w di 5692, 80 (anche per il bias), condensatori jensen audio grade…, dedicato alla bassa frequenza Amplificatore"PAGANINI abarth" input we328, finali vt 225, bias 6x5 e dulcis in fundo raddrizzatrici anodica 866a a vapori di mercurio per implementare il filtraggio ad ingresso induttivo (la swinging choke di ingresso dà 10 H a 200mA, questo comporta un ferro con nucleo a C di dimensioni veramente esagerate…).Tutti condensatori alimentazione sono con dielettrico in polipropilene. Il tutto per una biamplificazione di un sistema di diffusori composto da altec 416 in carico onken, driver jbl da 2" con membrana fenolica e tromba iwata, tweteer jbl 075. Il crossover è semi attivo nel senso che i finali hanno un taglio 6db/ottava in virtù dei condensatori accoppiamento, il resto è passivo con p.i.o. caps e bobine in rame laminare a resistenza quasi nulla… Le impressioni d'ascolto sono disarmanti nel senso che tutto fluisce e coinvolge senza alcun affaticamento. Non ci sono frequenze dominanti o code sonore (ps:l'ambiente è trattato da pannelli vibranti per basse frequenze e moduli rifrattori per medio alti). Spesso sorrido quando leggo recensioni nelle riviste "specializzate" esaltare impianti magari dedicandoli solo all'ascolto di un certo tipo di musica oppure quando il software di riferimento "suona bene " anche coi compattoni! Io ascolto di tutto e come riferimento ho sempre utilizzato 5 cd jazz leggendari: coltrane: giant step mingus: mingus present mingus Rollins: saxophone colossus Monk: brilliant corner Davis: kind of blue ed una dozzina di incisioni di pianoforte di Gieseking, Horowitz, Cortot, Gould, Shnabel,Michelangeli, Kappel, Sofronisky, Richter, Hofman, Moisewitze, Lipatti. Non scendo nei particolari per evitare prolissità, non me ne vogliano gli estimatori dei "quadri…" eseguiti dal pur bravo Pogorelich ma alcuni dei sopracitati ne hanno strimpellato le note con almeno due categorie di differenza quanto a valore interpretativo (riprendo una ipotetica scala di valori condivisa dal noto P.Rattalino. Ebbene dopo molti anni sono finalmente riuscito ad avere un sistema che rappresenta l'evento riprodotto come avevo sempre sognato, grazie Gianfranco.

Con affetto Gigi P. ( Padova )



Caro Gianfranco,
immagino ricorderai ancora la mia sbalordita reazione dopo l'ascolto, nel tuo laboratorio, dei primi brani musicali riprodotti dal prototipo definitivo dei nuovi diffusori Jazz. Una reazione dovuta all'immediata percezione dell'ottenimento di un risultato sonoro straordinario in relazione alla tipologia di diffusori messi a punto. Infatti, ne ho sentiti molti di prodotti di altissimo livello costruttivo della Ikarus Audio (sorgenti, elettroniche, diffusori) ma, mentre in questi casi la loro elevata performance sonora ha sempre "semplicemente" confermato le importanti aspettative legate a prodotti tecnologicamente e costruttivamente complessi e raffinati, nel caso delle Jazz il risultato ottenuto va ampiamente oltre quanto sembrava, almeno a me, ci si potesse teoricamente aspettare da diffusori così semplici e contenuti, basati su un classico progetto bass reflex per altoparlanti di soli 13 cm di diametro. Ricordo ancora la mia sorpresa nel percepire subito una scena sonora veramente ampia, molto ben focalizzata, ed un suono corposo, completo ed equilibrato, anche per quanto riguarda le basse frequenze, riprodotte in maniera più che soddisfacente. E ricordo ancora, dopo quella visita, di avere fortemente desiderato di poter riprodurre anche nel mio soggiorno quella musica e quelle emozioni. Desiderio così impellente che non appena ho potuto acquistare una delle prime coppie di altoparlanti IK 130 LB, li ho subito connessi ai cavi di potenza del mio abituale impianto per consentire un adeguato rodaggio e mi sono dedicato alacremente all'assemblaggio delle casse, operazione relativamente agevole per mezzo del kit messomi a disposizione. Bene, ora la costruzione è terminata e le due colonnine presenti in soggiorno (ancora grezze … chi aveva voglia di aspettare anche la finitura per l'ascolto?), convenientemente distanti dalla parete di fondo e ruotate verso l'ascoltatore, sono in grado di generare le stesse intense emozioni musicali delle loro sorelline di qualche mese più anziane. Sono collegate all'integrato Pollicino da ben 1.5 Watt (avevo bisogno di un secondo sistema audio poco ingombrante in un ambiente dedicato non solo alla musica) che, a scapito della potenza di uscita così ridotta, è capace di pilotarle in maniera egregia. Certo, se le collego all'impianto principale della mia saletta di ascolto (CD player con uscita valvolare, pre PT8 by Ikarus Audio, finale SE con 2A3) il livello di riproduzione sale considerevolmente, generando la sensazione che le Jazz riescano ad esprimersi con efficienza proporzionale alle potenzialità offerte da tipologia e qualità della catena a monte. Che soddisfazione però sentirle col Pollicino e una sorgente digitale di qualità: piccoli il costo e le dimensioni, grande il risultato sonoro! Ancora una volta, bravo Gianfranco e … come direbbero gli americani, keep up the good work!

A presto, Giampietro F. (Padova)



Caro Franco è difficile esternare a parole quello che i tuoi impianti sanno comunicare, sia ad audiofili esperti che a persone più normali, io mi metto tra questi, però cercando un termine credo di averlo trovato in un vocabolo che dice tutto: "emozione". Quando ascolto un pezzo "suonato" dalle MiniGiotto mi sembra di essere presente, di vedere davanti a me, chi sta suonando, e questo mi emoziona, ogni volta è uno scoprire nuove sensazioni, collegare ai suoni delle immagini reali o fantastiche, in parole povere "vedere" ascoltando. Per questo non posso che dire grazie Franco per avermi fatto scoprire un mondo nuovo.

Franco Pegoraro ( Padova )




Conosco i prodotti della ikarus audio da molti anni. conosco da molto tempo il sig. Pellas e questo potrebbe pregiudicare l'attendibilità del giudizio, forse! Ma per quanto posso stimare l'uomo non vi è nulla che possa modificare un giudizio obiettivo. I prodotti della linea Ikarus Audio sono il risultato di una ricerca che non posso certamente definire tecnica (avete mai confrontato gli schemi delle migliori elettroniche a valvole non vi pare che si somiglino?) ma estetica nel senso più ampio dove la qualità del materiale, della realizzazione sia elettrotecnica che ebanistica fanno la differenza con altri prodotti analoghi. Una realizzazione della ikarus audio per quanto si rifaccia a schemi classici non è mai banale, pensate che sto facendo suonare un paio di B&W 804 con un ammaliante pollicino seconda serie, la potenza a che serve a me bastano le carezze di quell'accoppiata.

Tonino R. (verona)



 

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